Approfondimenti pratici pensati per capire come funziona davvero una pratica di risarcimento: cosa fare, cosa chiedere, cosa evitare e quali documenti servono.
Capire quanto vale davvero una pratica di risarcimento significa conoscere tutte le voci di danno e i criteri usati per quantificarle.
Le azioni corrette da compiere subito dopo un sinistro stradale fanno la differenza tra un risarcimento pieno e una pratica debole.
Non c’è solo la riparazione dell’auto: fermo tecnico, auto sostitutiva e perdita di valore commerciale possono aumentare il risarcimento in modo concreto.
Un glossario pratico per capire il linguaggio tecnico delle assicurazioni e leggere offerte, perizie e richieste danni con maggiore consapevolezza.
Anche se il responsabile non è assicurato o fugge, il diritto al risarcimento non scompare: entra in gioco il Fondo di Garanzia Vittime della Strada.
Capire se il sinistro rientra nell’indennizzo diretto o nel procedimento ordinario è essenziale per impostare bene la richiesta danni fin dall’inizio.
Il modulo CAI accelera la pratica solo se è compilato bene. Un errore sulla dinamica o una firma affrettata possono costare caro.
Una richiesta danni scritta male o inviata incompleta può rallentare la pratica e abbassare il risultato finale.
Nei casi di incidente mortale, tempi e prescrizione devono essere gestiti con precisione per non compromettere i diritti dei familiari della vittima.
Per quantificare il danno biologico non basta citare le Tabelle di Milano: nei sinistri RCA oggi bisogna distinguere tra art. 139, art. 138 e tabella unica nazionale.
Il blog ti orienta, ma una pratica di risarcimento va letta sui documenti reali. Inviaci il caso e ti diciamo come impostarlo.